Matteo Renzi e la generazione Erasmus

Pochi giorni fa Matteo Renzi ha pronunciato il discorso alla Camera dei Deputati per chiedere la fiducia, ottenuta con 378 voti favorevoli e 220 contrari, per il suo nascente governo. Anche in quest’occasione si è riferito alla sua generazione definendola “generazione Erasmus”. Ma cosa significa appartenere alla generazione Erasmus? Lo sanno bene i 150.000 studenti che ogni anno lasciano le proprie città, i propri atenei e le proprie famiglie per studiare o fare uno stage in un altro paese europeo. Un’esperienza formativa di primaria importanza per chiunque voglia acquisire quegli strumenti fondamentali (integrazione, internazionalizzazione, conoscenza delle lingue straniere) per affrontare il mondo del lavoro contemporaneo. Eppure questo programma di scambio universitario possiede delle criticità che contribuiscono a definire l’‘homo novus Europaeus’.

Optima Erasmus. Optima esperienza.

In un mondo sempre più glocal e sempre più aperto al libero scambio delle menti (spesso così aperto da lasciare fuggire i cervelli dal suolo italico), non sono rari i casi in cui brillanti studenti nostrani hanno la possibilità di tenere alto l’onore e l’orgoglio della nostra ridente cittadina ionica.

Elena Caruso ha 24 anni, vive a San Gregorio di Catania e frequenta il quinto anno presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Catania. Il suo Erasmus studio sarà a Bonn, in Germania. La sua tesi in Diritto Costituzionale avrà come argomento le riforme costituzionali e le forme di governo, con un approfondimento legato alla legge elettorale e un confronto Italia-Germania sul tema. Tipico argomento di Diritto Costituzionale, ma carico di pressante attualità, vista la frequente presenza nell’agenda di governo.