Saverio Cappiello – “Se le cose vanno bene le persone sono felici”

Con soli sette giorni dietro alle sbarre, Lucio avrebbe preso lo spavento che gli
serviva per addrizzarsi una volta per tutte, ed è per questo che i genitori si rivolsero
al maresciallo Lorusso. La signora Farelli sistemò le sigarette con accuratezza nella
borsa dopo che gliele aveva offerte al maresciallo:
– E che faccio, – riprese a dire il carabiniere – no, no, non posso farlo proprio.
– E che sarà mai qualche giorno, te lo paghiamo sto servizio se serve, eh?! – fece
comoda la signora unendo le sopracciglia, poi girandosi al marito – E digli qualcosa
pure tu!
Il signor Farelli era solito non intervenire mai, sia per educazione nei confronti della
moglie che da dove a dove tirava sempre le fila del discorso, sia perché era un uomo
di spirito e non si sprecava mai in alterchi. Però, chiamato in causa, non poté fare
a meno di intervenire; poi lui al maresciallo lo conosceva dalle scuole, quando lo
chiamavano pezzacolore, perché faceva le cose alla bell’e meglio. Ricordarglielo
adesso gli avrebbe fatto mettere le cose alla peggio, quindi prese ancora qualche
istante per tirarsi su il baffo in modo tale da scoprire un sorriso:
– E che noi pensavamo, per il buon cuore della nostra vecchia amicizia, che ce
lo mettessi tu in galera senza scriverlo da nessuna parte; anche perché di questo
andazzo ci finisce davvero dentro un giorno di questi. Fallo come un piacere, se un
domani io dovessi prendere tuo figlio a carico per qualche giorno c’avrei già pronti
il vitto e la stanza; noi ti chiediamo di fare manco questo. Lo metti dentro per una
settimana, ma mi raccomando senza firmare documenti, che sennò fatica già adesso
a prendere lavoro… – E poi fece un sorriso tra il beffardo e il mortificato che gli fece
nuovamente sparire il labbro superiore sotto il manto argentino dei baffi.
Infatti Lucio col lavoro non ci andava tanto d’accordo, diceva che lo stare sotto ad
un padrone lo faceva soffrire, ma la verità è che quelle otto ore sane al dì lo facevano
sentire un uomo completo: con una donna e una casa sarebbe rimasto fregato pure
lui, come tutte le persone della sua città e di tutte le altre, sacrificate per una causa
maggiore. Un giorno il padre gli rimediò un posto da impiegato da mille euro netti,
e lui si mise d’impegno per andarci. È il primo lavoro che s’arrangia a fare dopo quei due anni dopo i diciotto in cui fece l’arbitro di calcio; lì gli davano giusto
giusto i soldi della settimana, ma visto che il suo carattere non era confacente a
questo mestiere, non fece carriera e si ritirò. La stessa cosa questa volta. Con tutta
la diligenza e l’impegno, Lucio si levò di prima mattina per prendere il treno che lo
portava a cinquanta passi dall’ufficio, dei quali ne fece appena una decina.
– Ma sei proprio sicuro che non vuoi una sigaretta? – fece la signora insistendo. Il
commissario di tutta risposta con la mano riaccompagnò il pacchetto verso borsa, e
fece:
– Signora, non fumo più da quando presi la tonsillite a diciassette anni. Il mio medico,
infatti, tutt’oggi la consiglia come terapia per i fumatori accaniti.
Morale della favola, la signora Farelli estrasse la sigaretta picchiettandola
nervosamente sul dorso della mano, mentre il signor Farelli riprese il ragionamento:
– Eh, come ti dicevo commissa’ meglio prevenire che curare?! Dopo un’esperienza
simile voglio vedere di nuovo se mio figlio continua a fare la vita che fa ora! Come
uno sfaticato.
– Sì, ma con che accusa lo metto dentro? Se fa lo… – facendo un gesto della mano
come per pescare la parola in aria – … saranno poi fatti suoi!
– Per il fatto che va a donne. Quelle a pagamento. – fece il signor Farelli con una
certa boria mista a vergogna.
Non era vero questo. Tra l’altro Lucio non aveva né vizi né virtù, sapeva bene che
l’appagamento di un desiderio, cosa che accade piuttosto di rado nel corso della
storia di un uomo, ti getta sempre dinanzi alla sconforto che la bellezza della vita sia
tutta qui, in una ricerca di salvezza diluita nell’infinita maestosità dell’universo. Ad
esempio, Lucio tempo fa, in macchina si appartò con una ragazza carinissima, coi
capelli scuri e la pelle del corpo candida e morbida come un panno di seta di gelso,
coperta in parte da un vestita rosso. Lucio finse di fare una chiamata e si allontanò
dalla macchina. Sarebbe stato per la prossima volta.

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