Pasquale Aversano – “Un mercoledì bello e interessante”

Mi trovavo seduto comodamente sulla mia poltrona a guardare la partita di pallone quando la mia
ragazza, Gioia, diede inizio all’apocalisse con una singola e semplicissima domanda – Che giorno è
oggi?
– Uh? Sarà giovedì?
– Sarà?
– Eeeeeh, un attimo che controllo sul cellulare. – sbuffai, distogliendo lo sguardo dallo schermo del
televisore e adocchiando il display del mio smartphone – Confermo, è giovedì.
– E ieri che giorno era?
– Mercoledì?
– Solo?
– Emh, di solito il mercoledì è accompagnato da altro?
– Che mercoledì era?
– In che senso? Un mercoledì… emh, bello?
– Solo “bello”?
– Bello e interessante?
– Ma davvero? – il tono della mia ragazza iniziò a diventare più acuto. Questo significava solo una
cosa: pericolo.
– Emh, sì?
– Bello e interessante. E tu che hai fatto?
– Quando?
– Ieri.
– Ah, emh… e chi si ricorda, le solite cose?
– APPUNTO! – urlò all’improvviso, battendo i piedi a terra. Alcune sue ciocche di capelli
iniziarono a rizzarsi contro ogni legge della fisica.
Deglutii – Non dovevo fare le solite cose?
– NO!!!
Deglutii nuovamente – P… perché?
– E LO CHIEDI PURE?!?!
Terminai la saliva da deglutire e impallidii di colpo – Scusa?- SCUSA UN CORNO!
– Ok, ok… niente scusa…
– DOVRESTI VERGOGNARTI!!! – il suo viso assunse un colorito purpureo mentre notai le unghie
delle sue mani allungarsi. Sembravano anche più appuntite del normale.
– Po… posso sapere perché dovrei vergognarmi?!
– E LO CHIEDI PURE?!?!?!
– Ma non posso chiedere niente oggi?!
– NO!!!
– E allora che parliamo a fare?!
– NON VUOI NEANCHE PARLARNE?!
– Tu non mi fai pronunciare neanche mezza domanda! Mi stai urlando contro senza alcuna pietà!
Cosa ti ho fatto?!
– Ora mi calmo… – la vidi espirare ed inspirare profondamente, più e più volte – Che giorno è oggi?
– Che ricominciamo dall’inizio? Già me lo hai chiesto…
– CHE GIORNO È OGGI?!
– Che cosa ho risposto prima? Dannazione… ah sì, giovedì!
– Quindi ieri era?
– Mercoledì!
– Ma non un mercoledì qualsiasi…
– … un mercoledì bello e interessante…
– SOLO!?
– Emh… noooooo… ma anche un mercoledì…
– Un mercoledì?
– Un mercoledì…
– UN MERCOLEDÌ?!
– Un aiutino?!
– NO!!!
– Un mercoledì… senti non lo so! Per me era un mercoledì normalissimo.
– ECCO IL PUNTO!!!
– Ma la vuoi smettere di URLARE?!
– NO!!!
– Va bene, va bene… urla pure…
– Per TE ieri era un mercoledì NORMALE! TI RENDI CONTO!?
– Non ho mica ucciso qualcuno eh…- Era meglio se lo avessi fatto!
– Addirittura?
– Tu non ti rendi conto del gravissimo dolore che mi hai causato!
– Io?
– Sì, TU!!! Con la tua indifferenza!
– Ma cosa ho fatto?! Me lo vuoi spiegare?!
– ARGH!!! – la sentii ringhiare – Che giorno è oggi?
– DI NUOVO?! Me lo hai chiesto già due volte… è ancora giovedì e lo resterà fino a domani!
– E ieri che giorno era?!
– UN DANNATISSIMO MERCOLEDÌ!
– NON URLARE! SOLO IO POSSO FARLO! GRRRRR!
– Ok, ok…
– Vuoi conoscere il tuo gravissimo errore?!
– Vorrei tanto, sì… ma, per cortesia, non chiedermi più che giorno è oggi…
– Ieri era un giorno importantissimo per me… ma doveva esserlo anche per te.
– Sì?
– VEDI?! TI SENTI QUANDO PARLI!? – la vidi muoversi per la sala, afferrando un vaso e
schiantandolo a terra – TU NON MI AMI!!!
– Ma non è vero e no… povero vaso! Che ti ha fatto? Era un regalo di mia madre!
– PENSI AL VASO IN UN MOMENTO COME QUESTO?!
– Io neanche ho capito che momento stiamo vivendo! Perché hai rotto il vaso?!
– TU NON MI CAPISCI!!!
– No, non ti capisco! Il MIO vaso!!!
– PENSI ANCORA AL VASO?!
– Me lo hai rotto!!!
– TU MI HAI SPEZZATO IL CUORE!!!
– Ma chi ti ha toccato! Io stavo tanto bene a guardare la partita!
– TU NON TI METTI MAI NEI MIEI PANNI!
– È perché mi vanno stretti!
– Non ti permettere di fare dell’ironia! Io sto soffrendo a causa TUA!
– Ma posso, per cortesia, conoscere le cause della tua atroce sofferenza?!
– Che giorno è…
– Oggi è giovedì, ieri era un mercoledì bello e interessante ma… con qualcos’altro che non ho
capito!- Ecco, non capisci le cose importanti! PERDI TEMPO A PENSARE AD UN VASO!
– Ma tu me lo hai rotto!
– AAAAAAAAAAH! – riprese a girovagare per la sala, graffiando il muro e urlando disperatamente
a squarcia gola – NON MI CAPISCIIIIIIIIIII!!!!!!
– Vorrei tanto capirti… ma tu NON parli!
– Ieri non era solo un mercoledì bello e interessante…
– E su questo ci siamo capiti…
– Ieri era mercoledì diciannove… e cosa si festeggia il diciannove di tutti i mesi?
– Cosa si festeggia?
– NON LO SAI!?
– Se lo sapevo, non lo chiedevo!
– AAAAAAAAAAH! – la mia ragazza prese la rincorsa, correndo contro la poltrona su cui ero
seduto e iniziando a prenderla a calci – BRUTTO, SCHIFOSO, AAAAAAH!
– TI VUOI CALMARE?!
– NO!!! – un suo nuovo calcio e la poltrona si ribaltò con me sopra.
Scossi il capo, scrutando la mia amata con rinnovato terrore – Amore mio… io davvero non ho idea
di cosa si festeggi il diciannove di tutti i mesi!
– AAAAAAAAAAH!!!
– Il compleanno di tua madre?
– NO!
– Di tuo padre?
– Sorella?
– SONO FIGLIA UNICA!
– Animale domestico?
– MAI AVUTI!
– Mi arrendo, uccidimi! Io non lo so che accidenti si festeggiava ieri! Davvero non lo so! Io volevo
solo guardare la partita… sigh… – iniziai a singhiozzare, restando seduto al suolo con la poltrona
rovesciata che mi bloccava una caviglia.
– TU, brutto… ieri era il nostro MESIVERSARIO!
– Il che?!
– MESIVERSARIO!
– Nostro?
– Non te lo ricordi neanche!!! Quel giorno estremamente speciale quando, dopo aver giocato a
tennis, mi hai stretta al petto e mi hai baciato… Non ricordi eh?! Mi fai proprio schifo! – Un attimo… ma noi ci siamo messi insieme il ventidue marzo… non il diciannove…
– Dimentichi anche le date! Meglio che io e te non ci vediamo mai più. NON MI MERITI!
– No, no, no… ferma. Sono sicuro che ci siamo messi insieme il ventidue marzo… e inoltre, io ho
sempre odiato il tennis!
– Ah…
– Quindi…
– Eheh. Scusa?
– SCUSA?! Mi hai distrutto un pomeriggio… e ti vuoi salvare con uno “scusa”?
– Scusa… ti amo?
– No, no, no, non basta. Spiegami un attimo del bacio dopo aver giocato a tennis… con chi eri?!
Quando?! Amore…
– Io… io…
– Oh, hai fatto venire l’apocalisse per un mesiversario errato… ma ora ti faccio vedere io…
– Io… io… – la vidi sgattaiolare lungo la sala.
– Amore… vieni qui, insegnami a giocare a tennis!!! – mi sollevai da terra, brandendo il
telecomando come se fosse una lancia e la inseguii per tutta la casa.

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