Osvaldo Risiglione – “Io non sono il vostro Dio”

Prima che ogni parola venga pronunciata, prima che ogni mia crudezza venga incastonata nei vostri miseri pensieri, prima che ogni mia sfaccettatura sia d’appiglio alla vostra ridicola fantasia, prima che ogni mio lembo di carne ed ogni mio organo appassito, facciano da scenario alle vostre inutili e devote esistenze, voglio che una cosa sia estremamente chiara. Io vi odio tutti!

Non passa giorno, senza che il mio pensiero divori il mio passato. Come ho potuto? Crearvi dico.
Non so quel giorno sarei potuto andare a fare shopping, o magari mi sarei potuto chiudere nel cesso con in mano un paio d’inserti Playboy e farmene un paio.
Sarei stato più a mio agio se dopo aver finito il mio lavoro ed aver assistito allo scempio, vi avrei uccisi come solo io so fare. Sono bravo lo dicono tutti.
Che cazzata che ho fatto, adesso casa mia sembra un albergo. Tutti buttati qui a godersi l’eterno solo perché sul loro fottuto pianeta, che per inciso è il mio, hanno scelto la rettitudine. La castità. La purezza!
Chi invece si è concesso qualcosa di più spinto, non so, un paio di mogli, un paio di sguattere, qualche canna, qualche imbroglio finanziario, ha volutamente deciso che io sia clemente.
Le pagine più insignificanti dei peggiori quotidiani, adesso terrorizzano i poveri d’animo dicendo che io perdono. Se realmente l’uomo, ammasso di collagene e liquido, mestamente si pente proprio sul punto di morire com’è giusto che sia, io bum! Gli cingo le braccia e lo accolgo nel mio salotto, nella mia cucina. Gli lascio usare il mio gabinetto, incurante dell’infinito numero di malattie che questi scarafaggi si trascinano dentro le mutande.

 

Mi credono un coglione, io stesso non sarei  incline al pentimento per ciò che ho fatto al fine di rendermi felice, per vivere l’estasi del momento, per godere com’è giusto che sia. Come potreste esserne in grado voi futuri cadaveri da business funebre?

Pensiamoci su insieme ok? Qualunque cosa voi facciate c’è sempre un altro che ci guadagna, non reggete l’alcool, potete reggere massimo tre scopate di fila, dopo di che o non vi si drizza più o avete i crampi alle grandi labbra.  Risparmiate assiduamente per avere altra merce su cui risparmiare. Se c’è caldo per voi è troppo caldo, se c’è freddo per voi è troppo freddo. Invertite l’ordine naturale delle cose, l’uomo si depila e la donna porta i jeans. Credete di essere sempre in continuo movimento, sottoposti a grandi quantità di stress, mentre invece passate l’ 80 % della vostra giornata seduti su una sedia a grattarvi le palle. Odiate i negri ( a meno che non si parli di sesso ), ma comprate le feci elettroniche costruite da quegli atletici omini gialli. Avete posizioni confuse. I froci? Li amate o li odiate? Prendete un decisione. L’amore, parlate tutti di questo sentimento che avete creato per non affrontare i vostri problemi da soli, anche se poi nella maggior parte dei casi, si dimostra parte integrante del dramma stesso, ma voi, non vi arrendete. Ci riprovate capite? E’ come cadere da una scala, salvarsi per miracolo e ripetere la caduta per capire cosa vi ha salvati, rompendovi la scatola cranica sul persiano acquistato ai saldi che si macchierà irreparabilmente. Vi riempite di bambini a cui appioppate gli stessi valori che vi hanno reso tanto riluttanti e il ciclo si ripete generazione dopo generazione, è sempre peggio.  Credete di sapere sempre tutto, e se vi dicessi che sono stato io a pagare Giuda per togliere quel povero cristo di mio figlio dalle vostre grinfie? Se vi portassi le prove concrete che lui è qui, adesso accanto a me, e se la ride pensando alle vostre facce sbiancate mentre gli occhi inseguono le parole?

Quando vi interrogo sulle vostre miserie, sui vostri casini, mi rispondete con caparbia, << La carne è carne e noi siamo uomini! >> Cioè per voi l’essere uomini è la giustificazione stessa dell’essere erronei.

A mia immagine e somiglianza il cazzo! Ho pensato anche di traslocare, ma vallo a trovare un’altra non-struttura cosi grande. Ho bisogno dei miei spazi io.

Le giornata diventano ormai tutte uguali, monotone, come il sole e la luna. E allora mi diletto a farvi tastare con mano, il mio rigurgito nei vostri confronti. Come?

Pensate a quella schifezza di patina che si forma sul latte. Farebbe vomitare persino un maiale.

Pensate al chiodo che vi si conficca nella ruota mentre andate al matrimonio di vostra sorella.

Pensate al mellino che si va a schiantare nei piedi del letto.

Pensate al primo getto di acqua gelata mentre siete sotto la doccia.

Pensate al gelato che vi scola tra le dita, alle merde sul ciglio della strada, ai preservativi bucati, alle sigarette spezzate, alle porte automatiche che non funzionano, ai talent show. Potrei star qui ore ed ora ad elencare come mi diverto alle vostre spalle. Potrei essere io il signore del male per quanto vi riguarda, ma non penso che per voi faccia alcuna differenza. Ciò di cui avete bisogno è un feticcio da idolatrare e più spesso da incolpare. Ma che vittimismo, io potrei pisciarvi in testa quando voglio, non so se esista una qualche entità al disopra di me, ma so per certo di essere al disopra di voi. Sarebbe una gran bella pisciata non vi è dubbio.

Ma che parlo a fare, per secoli sono stato costretto a sorbirmi le vostre richieste d’aiuto. Non vi ascolto? Beh voi avete mai ascoltato me? Se io ho dei problemi con la mia donna, li risolvo da solo. Se quello stramboide di mio figlio mi crea pensiero, me ne occupo da me, non mi metto in ginocchio a pregare uno sconosciuto perché si adoperi a sistemare la faccenda. Se avessi voluto aprire una linea telefonica per disagiati, avreste visto il numero verde nei quotidiani, e composto il numero, vi avrebbe risposto la vocina scarna della mia segretaria, avvisandovi che il costo della chiamata è di 1 € al minuto, e che il prima possibile, ma non è detto che sia oggi, un operatore disponibile al dialogo vi manderà a cagare offrendovi, per concludere la conversazione,  un nuovo tipo di aspirapolvere da pagare in dieci comode rate.

Ecco cosa succederebbe!

Ah, volevo anche sottolineare che, le canzoni che mi dedicate non so per quale motivo, fanno cagare. Sembrano scritte per un bimbo d’asilo che ama raccogliere le violette, anziché rompere i lampadari dell’istituto con i Lego,  e musicate da un pianista senza mani, costretto a suonare con la lingua ed il naso, che conosce solo quattro accordi, maggiori e minori per carità, e con un debole per i ritmi secenteschi. Nessuno mi dedica dei versi cazzuti, non so << Lui sa maneggiare seicento tipi d’arma da fuoco e trecento tipi di lame !>> Vorrei vedervi battere le mani a tempo come ebeti mentre la cassa continua vi tartassa il petto impedendovi quasi di respirare.

Alcune volte vorrei essere io Satana, il Diavolo, Lucifero, Enki o come diamine lo chiamate. Almeno avrei delle canzoni fiche che parlano di come conquisto il mondo o cose del genere.

Ed intanto gli anni passano, io non invecchio mai, nessuno si dimentica di me, nessuno mi chiede come sto. Rimango qui, in questo inferno di pace alto più dell’universo. Soffro anche di vertigini, ma dopo un po’ ci ho fatto l’abitudine. Che noia, e pensare che voi dovevate essere il mio svago, la mia tv via cavo. Ma adesso la recezione è pessima e i copioni scontanti. Nessuno fa niente di nuovo. Non ci riescono più nemmeno gli americani, quegli idioti mi stupivano sempre con trovate ingegnose e prive di significato, ma adesso sono i peggio di tutti, pensano solo a diventare obesi e a fare film sugli alieni. E pensare che con un grattacielo potrebbero arrivare a me. O no?

Ok, adesso ho anche parlato abbastanza, è più di quanto io abbia mai detto persino ai miei genitori, ma ancora un ultima cosa vorrei puntualizzare. Non me ne vogliate misere teste di cazzo, la prossima volta che alzerete gli occhi in cerca di qualcuno o qualcosa che dia un senso a ciò che non avete, ricordate queste esatte parole.

Io non sono il vostro Dio!

 

Un pensiero su “Osvaldo Risiglione – “Io non sono il vostro Dio”

  1. Più che un dio, in questo racconta parla un povero diavolo.
    Uno che ha scarsa cognizione di quello che dice, che ha poca dimestichezza con l’articolazione di un discorso, uno che ripete (e male) cose lette altrove, orecchiate o sentite dire da qualche avvinazzato avventore d’osteria o taverna di quart’ordine.

    La teologia apofatica cui l’autore del racconto cerca qui di mettere mano, è veramente all’acqua di rose. Una grossolana ripetizione di elementari “topoi” dall’effetto scontato e di riuscita davvero noiosa.

    Inoltre devo dire che stancano anche le frasi criptiche, bifide e di difficile comprensione a causa di una sintassi imprecisa o di termini ripetuti senza che se ne scorga il motivo.

    Per esempio:
    “[…] mi sarei potuto chiudere nel cesso con in mano UN PAIO d’inserti Playboy e farmene UN PAIO”

    “L’amore, parlate tutti di questo sentimento che avete creato per non affrontare i vostri problemi da soli, anche se poi nella maggior parte dei casi, si dimostra parte integrante del dramma stesso, ma voi, non vi arrendete”.

    “[…] ma VALLO a trovare UN’ALTRA non-struttura così grande”

    “Pensate al MELLINO che si va a schiantare nei piedi del letto”. E qui accuso davvero tutta la mia abissale ignoranza dichiarando di non conoscere cosa sia un “mellino”.

    “Pensate al gelato che vi SCOLA tra le dita”

    “Vorrei vedervi battere le mani a tempo come ebeti mentre la CASSA CONTINUA vi tartassa il petto impedendovi quasi di respirare”. Cosa s’intende per “cassa continua”, una specie di sportello bancomat?

    “Che noia, e pensare che voi dovevate essere il mio svago, la mia tv via cavo. Ma adesso la RECEZIONE è pessima e i copioni scontanti”.

    Insomma, un vero peccato, perché l’idea di fondo offriva spunti molto interessanti per confezionare una bella prova di invenzione stilistica.

    Cordiali saluti,
    Ottavio L.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...