Francesca Facoetti – ” La mia amica strega”

La strega è una mia amica.

Anzi, è mio amico lo stregone.

Gioioso è un ragazzo classificato dal mondo ‘strano’, ama stare da solo, al riparo dalla gente.

Gioioso è diverso. Lui è bellissimo, di fuori e di dentro; ha un’anima pura come poche persone al mondo, i migliori. Gli eletti.

Gioioso si veste accuratamente, poi evita la gente. Balla coi lupi, e non vive la notte.

Ha l’età di un uomo, ma l’aspetto ancora di ragazzo, parla strano e lo capiscono in pochi. Io sola, forse.

La gente evita lui, come bandisce il diverso. La gente va in giro in gruppo, tutti uguali (e infelici) appassionatamente.

Io Gioioso lo adoro. E forse un po’ anche lo amo, ma lui non ci pensa a baciarmi!

Gioioso è un ragazzo-anima, con dei doni speciali: Gioioso è meraviglioso.

Gioioso è cultura pura, parla tutto a suo modo, perché lui è lui.

Un giorno Gioioso mi ha detto: “guarda che è come se la tua mamma e i tuoi fratellini che non sono venuti alla vita, ti fossero sempre accanto”. Ho amato immediatamente Gioioso, quel giorno. Ho stretto forte la sua mano, e lui stringeva la mia anima, e il mio cuore rideva felice, come raramente accade. Piccoli, indimenticabili istanti di felicità.

Quel giorno la nostra amicizia è diventata vera. In quel momento ho capito di aver trovato in lui un Amico vero, che mi capisce davvero.

Allentavo la presa su di lui, e lui teneva salda la mia anima, più e più volte. Mi stringeva forte la mano, ed era una stretta-fratello, non fraterna ma proprio fratello (mi è uscita così, questa bella parola)! Perché io in quel momento pensavo ai miei tre fratelli in cielo, e li sentivo ridere felici. E guardare incantati la nostra stretta, di due anime che si incontrano.

Voglio fare la scrittrice e Gioioso ha capito questa cosa di me. Gioioso è cupo e sempre sicuro di sé, Gioioso ha le sue tristezze che non sbatte in faccia a nessuno.

Lui capisce la mia necessità di essere innanzitutto felice dentro all’anima, di vivere per me, con Dio accanto da lassù, che ci osserva con un potente cannocchiale!

Gioioso vive controcorrente, sembra Gelido in mezzo alla gente, e mi chiedo cosa traspare dell’essere meraviglioso che lui è. Cosa traspare di te?

Gioioso ha pochi amici, e tante ragazze che gli corrono dietro perché lui è bellissimo. Ha cultura, e non fissato con il sesso come la maggior parte del mondo.

Gioioso è fissato solo con Dio. Con suo padre che gli parla dal cielo. E mia madre che è felice, quando io sono insieme a Gioioso.

Quando sono vicino a lui, lo voglio vicino talmente tanto che mi fanno male le braccia. Che strano. Quando non c’è un po’ mi manca, ma quando c’è, lo vorrei ancor più vicino da star male.

Vorrei sapere com’era Gioioso da piccolo, come è cresciuto per diventare così speciale.

Cosa l’ha formato? Chi erano i suoi maestri? La vita, Dio, immagino.

So che intorno ai diciassette anni, la sua mamma non lo capiva, lui così strano che vedeva cose nel buio della notte, quando ancora era giorno… L’hanno mandato da uno psichiatra, che l’ha imbottito di farmaci, tranquillanti? E da allora Gioioso ha smesso di raccontare alla mamma quello che vede. Lo tiene per sé.

Se lei lo sgrida per la radio a tutto volume alle 4 di mattina, lui non spiega più che stava dormendo beato, e si scusa direttamente per il casino in mezzo alla gente. Così almeno poi può continuare a dormire (e gli psichiatri non l’hanno più visitato).

“Non dirlo a nessuno, quello che ti ho detto”, “è una doppia ripetizione”, ho pensato, ma non era un errore, ho capito che l’idea di Gioioso era di rafforzare in me il non riferire nulla, o l’avrebbero preso per matto. “Va bene”, ho risposto, e sono andata via, stringendo nelle mie mani la felicità.

Gioioso ama la vita, e un pò gli manca suo papà, anche se passa le giornate in sua compagnia. Ma il senso del tatto, Gioioso sa che è importante. E’ bello sentire l’abbraccio di chi ci vuol bene, e alle volte quello che ti danno i tuoi morti non ti basta, mi ha spiegato Gioioso.

E a me è venuta in mente Alda Merini, grande poetessa che un uomo cattivo ha rinchiuso in manicomio per quarant’anni. E ho pensato a lei poverina, che magari come Gioioso non era pazza, ma semplicemente sentiva l’abbraccio del Cielo. Ed è stata perseguitata come le streghe che tanti anni fa venivano bruciate sul rogo.

Poi ho pensato anche alla mamma della dottoressa Eleonora Cantamessa, che nel ricevere il premio U.C.I. della bontà, alcuni giorni fa ha detto: “lei ha dato la sua vita; lei adesso è qui con me, è un Angelo, è accanto come persona; io la sento presente come spirito, in ogni posto dove vado lei mi segue.”

E allora forse non dobbiamo essere apocalitticamente scorretti, perseguitando streghe e stregoni d’oggi e di ieri: magari essi sono soltanto persone con dei doni speciali.

 

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