Elena Raluca Brinzea – “Siamo solo degli attori innocui”

Le stelle affollano  l’oscurità del cielo, la pioggia disseta  la sua terra, e noi milioni e milioni di persone, che non ci rendiamo conto, che anche se  parliamo lingue ed apparteniamo  a culture e posti  diversi,  siamo uniti  dallo stesso destino …. dal fatto che appena nati  inconsapevolmente stiamo facendo il nostro primo provino da attori principianti con la vita. Un altra cosa che ci unisce ed il Nostro Regista ….Vi siete mai chiesti chi decide al nostro posto dove dobbiamo nascere? In che famiglia? Quale lingua andremo a parlare? Vi siete mai chiesti? Io si … tantissime volte, mentre guardavo il cielo affollato di stelle, in un piccolo paese della Romania …. e mi chiedevo spesso se qualcun altro in qualche altra parte del mondo   condivideva lo stesso momento di silenzio, solitudine, se si faceva le stesse domande come me … o ero  solo una bambina alla quale l’immaginazione non aveva frontiere  … andava  oltre l’abisso del cielo.

Il mio film cominciò il 20 febbraio  nel 1986, nata a Buzau, in  una piccola città della Romania, in una famiglia che faceva parte da una classe sociale media ….. non ho mai capito se era questa la normalità di un nido o c’era di meglio nel mondo …. sicuramente  certe volte mi chiedevo perché  ero nata in quel posto ed in quella famiglia … fino ad oggi non ho mai trovato una risposta logica.

Il mio più grande desiderio era di crescere ed andarmene via ….. mi sentivo  come una bambina adottata …. per me il tempo era  il mio principale nemico …. non passava mai. A volte mi rifugiavo in qualche posto, in questa maniera avevo la possibilità di stare con me stessa, di vivere nel mio mondo immaginario … era l’unico sollievo che la vita mi dava, altre volte invece  mi facevano compagnia i miei cartoni animati preferiti “Paperon  de Paperoni “,  capivo ogni parola però nessuno  non mi dava retta, la mia mamma mi diceva  sempre : “E’ solo la tua immaginazione “, però  dentro di me ero sicura che non aveva ragione e che un giorno me ne sarei andata via …. perché nessuno non riusciva a capirmi, per tutti ero solo una bambina che non era in grado ad integrarsi .. una bambina solitaria.

Una volta passata la maturità, i miei decisero  di iscrivermi  all’Università di Giurisprudenza  di  Targoviste, nella stessa città  dove la mia sorella stava per finire i suoi studi Universitari. Odiavo quel posto, non ero l’attore principale di nessuna delle scene del film al quale partecipavo  ogni giorno, dovevo fare  la guardia alla mia sorella, che tra l’altro era più grande …..i miei genitori  non si rendevano conto dalla vicinanza del nostro  affondamento,  come quello di  un vecchio peschereccio, che sta per essere schiacciato da una onda cosi grande, cosi forte che gli unici sopravvissuti sarebbero stati  solo quelli più forti, solo quelli che non avevano  paura della morte.

Ricordo tutt’ora  il  giorno  del nostro sprofondamento o meglio dire  del mio, però  in questo viaggio del destino  ero da sola … sulla  barca non c’era nessun altro che io ed il mio predatore, probabilmente il Regista, improvvisamente  a deciso di darmi un ruolo più importante,  visto che mi lamentavo sempre che non ero mai l’attrice principale, che recitavo dei piccoli ruoli piuttosto scialbi, della ragazzina bruttina, che doveva dimagrire perche aveva 18 anni e nessuno non la guardava  al contrario della mia sorella che aveva tutto ciò che desiderava senza fare il minimo  sforzo. Ma questa onda non aveva  la furia dell’acqua, non era arrabbiata con me perché  le avevo fatto del male ..no .. sarei stata  troppo innocente, non sarei mai stata in grado …. puoi avevo capito che l’acqua ti toglie il senso di colpa, ti aiuta per qualche minuto ad essere di nuovo pura …  era solo un meschino desiderio, che faceva parte da una creatura priva di sentimenti,  pensava  che togliendomi il sorriso ,il calore del mio cuore, la mia innocenza sarebbe stata diversa, non avrebbe più sentito il vuoto che aveva  dentro di se …..sicuramente  non si ricordava  più il numero delle sue prede. Ero un essere vivente, senza identità , ero stata l’attrice principale però non mi ricordavo neanche il nome del film …..non capivo se dovevo condividere il mio dolore o portamelo con me … volevo sparire …. ero stanca ..avevo solo 18 anni …..e non capivo dove avevo sbagliato …. forse ho dovuto pagare perché ero troppo bruttina?perché non ero una ragazza socievole ….. non riuscivo a trovare una risposta priva di senso …. Odiavo ogni parte di me …..non mi riconoscevo più … mi guardavo nello specchio e mi chiedevo spesso  chi ero ? La mia mente era piena d’immagini  d’orrore, ogni volta mi veniva da vomitare …. avevo perso la mia identità , la mia mente era prigioniera di un sconosciuto.  Ero diventata   un essere vivente che non voleva altro che morire. Il Regista rendendosi conto che ero sopravvissuto  all’inabissamento ma che però era stato troppo crudele con me , mi desse  un mano … fece ricomparire nella mia vita  un personaggio che avevo conosciuto all’inizio dell’anno universitario ma che però non ho mai preso in considerazione  per colpa delle differenze  culturali e sociali, poi mi sono detta tra me e me :” Vedi Elena hai pagato perché eri stata crudele con questa persona, e per questo motivo la vita ti ha punita”, mi dava  un certo sollievo per qualche ora … poi subito dopo ritornavo da dove mi ero fermata, la mia teoria non era abbastanza valida … non era la risposta che stavo cercando.

Una volta arrivata In Italia , di preciso a Padova dove vivo tutt’ora .. mi sembrava un mondo nuovo, persone diverse , le vedevo addirittura  meno aggressive solo alla prima vista. Mi ero illusa … .dicevo a me stessa , alla mia disperazione che avevo dentro … che finalmente ho trovato un posto che mi accoglieva  non sapendo che cosa mi avrebbe aspettato. Il tempo passava e la situazione dentro nella casa era diventata pesante, eravamo ospitati dallo zio del ragazzo che mi aveva  invitata a Padova, un bravissimo attore anche lui però solo per i film di violenza, traffico di prostitute, in apparenza sembrava un persona per bene che voleva un grande bene al suo nipote … però  era solo una bellissima bugia, l’unico suo interesse erano i soldi .. a volte ci ridevo sopra dicendomi che io ero schiava di un sconosciuto lui invece era in una situazione peggiore della mia …. era il schiavo dei soldi … l’unica  cosa che ci univa era il fatto che tutti e due eravamo ormai privi dell’animo .La  casa sua era piena sempre di persone disperate che venivano dalla Romania alla ricerca di un po’ di fortuna, benessere. Capivo che se non mi ribellavo sarei finita in una situazione che non avrei avuto scampo. Ai fin dei conti e la disperazione che ci porta ad attraversare il continente, una disperazione diversa da un’altra . In un certo punto mi è stato riferito che dovevo andare a fare la badante, che avrei dovuto curare una signora anziana che abitava con il Suo figlio,in quanto era paralizzata . Appena arrivata vedo che si affaccia questo Uomo di 50 anni, in canotta , con una catena d’oro al collo,  che mi è rimasta  impressa nella menta ad oggi. Si permesse di accarezzarmi la schiena  rassicurandomi che lui mi avrebbe aiutata nella cura della sua mamma. Ma il suo desiderio era diverso di quello di aiutarmi nelle faccende della casa,. mi era molto famigliare la sua carezza, un carezza sporca  che mi avrebbe fatto nuovamente del male ..non potevo permettere che un’altra  persona mi toglieva di nuovo la speranza di essere prima  o puoi libera. Avevo capito tempo fa che quando  hai a che fare con un branco di animali per sopravvivere , ti devi comportare come loro, che tutti gli insegnamenti della mia nonna,mamma non avevano  alcun valore in questa situazione per il semplice fatto che non sarebbero stati compresi da creature prive di qualsiasi valore . Al capo branco, zio del ragazzo che mi porto a Padova, dovevo farli capire  che  il mio avvilimento andava oltre alla morte, che non c’era niente che mi poteva spaventare perché ero stata già ammazzata  tempo fa, quindi il gioco doveva essere equo per tutti e due, lui aveva capito che ero forte ed io avevo capito che la sua povera mente non aveva bisogno che di un po’ di soldi ed essere sempre considerato il capo.

Volevo morire, non avevo motivi per sopravvivere, non sentivo assolutamente niente  dentro, camminavo, respiravo senza una destinazione, certe volte volevo andare in mezzo  alla gente e gridare , dire la mia sofferenza, la verità. Per un bel po’ di tempo quasi 3 anni sono stata proprio dimenticata dal mio caro Regista,  facendomi fare una vita “normale” o quasi  tra l’alcool , bulimia  addirittura sentivo un grande piacere quando mi facevo del male …. perché pensavo  che il sangue che veniva fuori mi avrebbe aiutata …. mi avrebbe tirata fuori da questo maledetto tunnel … invece niente, ogni cosa che provavo per autodistruggermi non era abbastanza …. non era superiore al mio dolore, non riuscivano a prendere il posto delle  immagini che invadevano in ogni secondo  la mia mente. Oltre al tempo , la notte era diventata una mia nemica …. ogni sera   mi mettevo in un angola della mia stanza e piangendo chiedevo l’aiuto a Dio , Le chiedevo spesso perché mi aveva abbandonata , perché non aveva neanche un po’ di pietà …. nessuno non mi rispondeva quindi l’unico modo per poter dormire era di farmi del male …  in quei giorni, in quelle serate ci ho smesso di credere in qualsiasi entità divina … l’unico  che  aveva possesso del mio corpo , del mio animo era solo il malessere … il buio .Cosa potevo fare ?  oltre a cominciare a convivere con il male . Quando vedevo passando per la strada famiglie con i loro bambini ormai adolescenti , ero cosi gelosa …  e mi chiedevo perché loro hanno il diritto alla felicità ed io no? Non avevo più la forza di sognare persino i miei amici immaginari mi avevano abbandonata … ero sola, molto sola. Ero  l’amica  di me stessa, ad oggi penso che è stato solo un modo per proteggermi in quanto nessuno non avrebbe mai capito  l’abisso in cui vivevo.

Come me ce ne sono tantissime persone …. che camminano per la strada, sorridono  però in fondo sono, siamo solo delle sculture prive d’animo  però speciali. La gente fa finta  di niente, mass media lo stesso  presentano in tv questi abusi come fossero un’abitudine..cose che capitano ,una vittima in più o in meno tanto.. a volte non dicono chi è la vittima  perche magari  devono proteggere la famiglia forse dalla vergogna? Di cosa? Nessuno  non si rende conto che non dicendo la verità fino in fondo siamo condannati  …poi  finiamo nelle mani di qualche psicologo … che prova  a tiraci fuori dall’oscurità  in cui ci troviamo …..oggi a l’età di 28 anni ho capito che  non dobbiamo avere paura  … perché la nostra paura  può diventare la nostra stessa prigione …dobbiamo condividere il nostro vuoto  con gli altri e non avere paura dei giudizi .Un po’ alla volta sto accettando la mia particolarità , non sarò mai più una persona normale …. speciale si … non è facile …. A volte tocchi le persone e non senti più niente e ti chiede se un giorno , un giorno almeno per un ora , un secondo risentirai il brivido , il brivido come quello di un bambino .Ho già fatto i primi passi … dopo un bel po’ di tempo  finalmente mi godo la luce e mi sento fortunata che sono viva. Mi guardo intorno, tanti visi , tante maschere,  anch’io sono una maschera tra tante altre …. ogni una con una storia diversa.

La morte è diventata una mia amica, la solitudine anche … il mio prossimo desiderio è di trasformare tutti gli attori  innocui nascosti dietro a bellissime maschere d’oro in attori principali  del loro proprio film.

 

              

 

Presentazione

Elena Brinze,

sono nata il 20 febbraio nel 1986, in un piccolo paese della Romania, vivo ormai da quasi 9 anni in Italia, che sarà per sempre la mia casa .

Attualmente sto frequentando l’Università di Economia.

“Sono alla ricerca della mia identità,

 Identità persa in un tempo passato,

Cammino, la cerco,

In un sorriso, nell’immensità del mare

La sto chiamando da tanti anni .

Maledetto destino, maledetto passato.

Vivo cercando la mia identità

Ma ogni volta mi confondo ,

Negli amori degli altri .”

                                                                                    Elena  Raluca  Brinzea

                

 

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